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  • Acli: aumentano gli immigrati interessati ad una legge sulla cittadinanza
    Una stima a cura dell’Iref, l’Istituto di ricerca delle Acli, sul numero dei cittadini extracomunitari presenti in Italia potenzialmente interessati ad una nuova legge sulla cittadinanza


    Una stima a cura dell’Iref, l’Istituto di ricerca delle Acli, sul numero dei cittadini extracomunitari presenti in Italia potenzialmente interessati ad una nuova legge sulla cittadinanza

    A distanza di mezzo secolo dal superamento dei 50milioni di abitanti, il nostro paese ha di recente superato un’altra importante soglia demografica ritenuta, fino a qualche anno fa, difficilmente raggiungibile. Al 31 dicembre 2008 la popolazione residente in Italia si è attestata a poco più di 60milioni di abitanti (60.045.068). Tuttavia, pur accomunati dallo stesso clamore mediatico, il dato fatto registrare alla fine degli anni Cinquanta e quest’ultimo sono profondamente diversi. Il primo è da imputare a fattori interni; la ripresa economica post conflitto mondiale diede impulso al fenomeno dei baby boomers. Viceversa l’attuale risultato è da attribuire al consistente apporto demografico dato dalle famiglie di immigrati. Tra il 2007 e il 2008 la popolazione residente in Italia è aumentata di circa 454mila persone, un incremento dovuto principalmente alla componente migratoria. Infatti senza l’apporto degli stranieri il saldo demografico nel 2008 avrebbe fatto registrare una flessione di circa mille residenti.

    Nello scorso anno sono nati 576mila bambini di cui il 12,7% da genitori stranieri. I figli degli immigrati nati in Italia superano ormai le 500mila unità (530mila). Nelle scuole di ogni ordine e grado la popolazione straniera ha raggiunto i 574mila alunni, 200mila dei quali nati in Italia. Nell’anno scolastico 2007/2008 hanno completato un percorso scolastico circa 86mila alunni stranieri (Fonte: Ministero pubblica istruzione, Alunni con cittadinanza non italiana a.s. 2007/2008).
    Circa un immigrato regolare su due (50,5% ) vive nel nostro paese da oltre 5 anni, con un tasso di occupazione pari al 71,3% (Istat, Gli stranieri nel mercato del lavoro. Anno pubblicazione 2009. Riferimento dati 2006).
    Al 31 dicembre 2008 i residenti stranieri ammontavano a 3,9 milioni. Sottraendo da questa base sia i nati in Italia da genitori stranieri (530mila), sia il numero di immigrati provenienti da paesi di nuova adesione UE (Polonia, Bulgaria, Romania), il totale degli immigrati extra-comunitari risulta essere di 2.250.344. Considerando poi che circa un immigrato su due (50,5%) soggiorna nel nostro paese da più di 5 anni, la popolazione nata all’estero interessata dalla riforma risulta essere pari a 1.136.424. Aggiungendo, infine, l’ammontare dei figli nati in Italia da genitori stranieri (530mila), si arriva a circa 1,6 milioni di persone interessate dalla proposta delle Acli. Potenzialmente: 1 milione e 600mila nuovi cittadini italiani.
    Questi i dati al 31 dicembre 2008

    - Totale stranieri 3.900.000
    - Nati in Italia 530.000
    - Immigrati provenienti da paesi di nuava adesione UE 1.119.656
    - Totale immigrati extra comunitari nati all'estero 2.250.344
    - % di stranieri con oltre 5 anni di permanenza 0,505
    - Totale immigrati extra comunitari nati all'estero con oltre 5 anni di residenza 1.136.424
    - Nati in Italia 530.000
    - Totale proposta ACLI 1.666.424

    Volendo introdurre un ulteriore requisito di cittadinanza alla proposta formulata dalle ACLI, ossia la disponibilità da parte del cittadino straniero di un reddito minimo, il numero dei possibili richiedenti la cittadinanza italiana potrebbe scendere a 810.270 (che porterebbe ad un nuovo totale di 1,34 milioni di persone). Un dato che si ottiene per approssimazione considerando il tasso di occupazione dei cittadini stranieri con oltre 5 anni di permanenza (71,3%, Istat, Gli stranieri nel mercato del lavoro. Anno pubblicazione 2009. Riferimento dati 2006).

    Alla luce della costante crescita della popolazione straniera, ormai prossima a 4 milioni di persone (3,9milioni a gennaio 2009), e del rilevante contributo che i lavoratori e le lavoratrici straniere apportano allo sviluppo del nostro sistema economico e al sostegno del welfare familiare, la presidenza nazionale delle Acli ha avanzato una proposta di ridefinizione degli attuali criteri per l’ottenimento della cittadinanza. In particolare la proposta delle Acli poggia su due elementi: l’introduzione dello ius soli - si è cittadini italiani se si nasce sul suolo italiano – e il dimezzamento a 5 anni del tempo di residenza necessario per poter chiedere di diventare cittadino italiano. Volendo offrire una stima della popolazione interessata dalla proposta delle Acli, il dato ammonterebbe a circa 1,6milioni di cittadini stranieri (extracomunitari).

    Fonte:Redaziona Acli

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