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  • Occupazione femminile, il Lazio investe 32 milioni
    La regione fa il punto sul piano per il triennio 2009-11: saranno finanziati bandi per la flessibilità organizzativa nei posti di lavoro e strumenti di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.Il piano previsto per il triennio 2009-2011 prevede il finanziamento di alcuni bandi per incentivare l'occupazione e lo sviluppo dell'imprenditoria in rosa.



    La regione fa il punto sul piano per il triennio 2009-11: saranno finanziati bandi per la flessibilità organizzativa nei posti di lavoro e strumenti di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro

     "Nella regione Lazio il tasso di occupazione femminile è abbastanza elevato, si attesta quasi al 50%, ed è più alto di molte altre regioni. Il problema però è realizzare una ricognizione delle differenti situazioni territoriali e dei comparti aziendali. Abbiamo quindi pensato a un piano di azione integrato per ipotizzare un diverso modello di welfare regionale. Prima abbiamo realizzato il libro verde per l'occupazione e ora diamo il via a uno stanziamento di 32 milioni di euro per il sostegno al lavoro femminile, nella convinzione che saranno proprio le donne a trainare la futura ripresa economica". Lo ha dichiarato l'assessore al Lavoro, pari opportunità e politiche giovanili della regione Lazio Alessandra Tibaldi, nel corso del convegno in corso a Roma "Le donne cambiano il lavoro".

    Il piano previsto per il triennio 2009-2011 prevede il finanziamento di alcuni bandi per incentivare l'occupazione e lo sviluppo dell'imprenditoria in rosa. "Il primo riguarderà le imprese già avviate, tra cui quelle che riguardano i servizi alle persone. In preparazione ce n'è un altro che riguarda la Flexicurity di genere - ha continuato Tibaldi. Le azioni previste sono molteplici e vanno dai servizi a favore di bambini e anziani, la cui cura ricade troppo spesso soltanto sulle donne, alla flessibilità organizzativa nei posti di lavoro, a strumenti di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Inoltre abbiamo previsto che gli interventi destinati alla stabilizzazione del lavoro precario riguardino al 50% le lavoratrici. Così come i tirocini per l'inserimento lavorativo, il servizio di ricollocazione al lavoro e gli interventi per l'emersione del lavoro non regolare".

    Otre al finanziamento dei progetti, tra gli obiettivi dell'assessorato c'è anche quello di portare avanti una serie di accordi sia con gli enti locali che col governo nazionale per lo sviluppo dell'occupazione femminile. "La crisi sta colpendo i settori maggiormente femminilizzati, come i servizi - ha sottolineato ancora Tibaldi. Le donne sono anche soggette più degli uomini alla precarizzazione del lavoro in molti settori, come la scuola, che in questo momento è in piena emergenza tagli. Il governo sta discutendo una Finanziaria light, senza il confronto con le regioni, che enuncia azioni non supportate da risorse. Ma la crisi è drammatica e servono investimenti adeguati che aiutino lo sviluppo".

    Altro aspetto importante è il ruolo delle aziende. "Investire sulle donne vuol dire aumentare lo sviluppo. Ma non tutti riescono a capire il valore aggiunto che l'occupazione femminile produce nel mondo del lavoro - ha aggiunto Lea Battistoni, direttrice regionale per Lavoro, pari opportunità e politiche giovanili. Questo problema però non riguarda solo ed esclusivamente le donne, ci troviamo in una società che non investe sul welfare, ma piuttosto scarica sul welfare gli effetti della crisi. E' necessario quindi rovesciare questa situazione, per aiutare prima di tutto lo sviluppo del paese".


    Fonte: Ufficio Stampa Regione Lazio

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