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  • Piano Sanitario del Lazio, Marrazzo: "Debiti ripianati, ora disegniamo un sistema più equo, accessibile e funzionale"
    "Il disavanzo - ha detto Marrazzo - è sceso da 2 miliardi a un tendenziale 2009 di 1 miliardo e 300 milioni. Siamo come una grande nave che, seppur lentamente, ha avviato un'inversione di rotta: la nostra prua, ormai, va in una direzione contraria a quella del passato. E questo è il dato più importante"



     Il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, in qualità di commissario ad acta, ha fornito stamane al Consiglio Regionale del Lazio, presieduto da Bruno Astorre comunicazioni urgenti circa il nuovo Piano sanitario. "Non era un percorso obbligato portare in aula in Piano - ha premesso - Ma ho valutato che si era arrivati a un passaggio determinante
    Quanto ai conti della Sanità laziale, ha rivendicato che il debito pregresso di circa 10 miliardi è stato quasi del tutto pagato esclusivamente con risorse regionali. "Il disavanzo - ha detto Marrazzo - è sceso da 2 miliardi a un tendenziale 2009 di 1 miliardo e 300 milioni. Siamo come una grande nave che, seppur lentamente, ha avviato un'inversione di rotta: la nostra prua, ormai, va in una direzione contraria a quella del passato. E questo è il dato più importante". E ancora: "Sui posti letto, ci era stato dato l'obiettivo di ridurne 4.800; ne abbiamo ridotti 4.100. Considerato poi il riconoscimento dell'effettivo aumento della popolazione, siamo già vicini al target di 3,5 posti letto per mille abitanti. Gli obiettivi da raggiungere restano quelli fissati dal Piano di rientro e sono stati in gran parte già realizzati. Ora però non vogliamo stressare il sistema. Noi stiamo facendo nel Lazio in tempi record quello che altre Regioni, ora virtuose, hanno fatto in 10 anni". Parole di apprezzamento sono state pronunciate dal commissario Marrazzo per il lavoro svolto dalla commissione Sanità del Consiglio regionale con le audizioni di enti locali, sindaci, rappresentanze sindacali, quelle di categoria e associazioni.
    Il San Giacomo sarà un poliambulatorio con un centro per assistere i malati terminali, con residenze per anziani, con un centro di igiene mentale. "Servizi veri, più utili e funzionali - ha sottolineato Marrazzo - in quel quadrante di posti letto per acuto, usati impropriamente. Il San Giacomo, insomma, diventa simbolo della nuova sanità anche per come si è arrivati al progetto per la sua rinascita, che è frutto di un confronto aperto e leale con il Governo, in particolare con il viceministro Fazio, che voglio ancora ringraziare, e con il Comune di Roma".
    "Una rivoluzione copernicana"
    "Ma i conti in regola non bastano a fare una buona sanità" ha tenuto a dire il presidente della Regione. "Ne sono solo la necessaria condizione. Perché si edifichi la nuova sanità, occorre una visione politica, serve un grande progetto d'insieme solido, moderno, calato sulla realtà e sulle specificità del territorio e sulle esigenze dei cittadini. Ecco che cos'è il Piano sanitario regionale. Il principio generale che determina l'intero Piano è infatti quello dell'analisi della domanda di sanità. Una rivoluzione copernicana, poiché finora tutto il sistema ruotava intorno all'offerta". Le linee di indirizzo puntano all'integrazione tra i diversi ambiti di attività: la promozione della salute e la prevenzione delle malattie alla diagnosi, con la cura e riabilitazione, con un approccio multiprofessionale e interdisciplinare. La prevenzione è promossa con un approccio multisettoriale: molti fenomeni che riguardano la salute sono determinati da ragioni sociali, ambientali e comportamentali.
    I cambiamenti più radicali sono stati indicati da Marrazzo per i servizi territoriali. A livello distrettuale saranno sviluppate le cure intermedie, attraverso l'attivazione di Presidi territoriali di prossimità, il potenziamento e la qualificazione delle Rsa e degli Hospice. "Particolare rilevanza nell'ambito dei servizi territoriali assumeranno le cure primarie - ha annunciato - con la qualificazione della medicina generale, dei servizi di assistenza domiciliare integrata e dei servizi specialistici, mediante la diversificazione dell'offerta delle prestazioni erogate per livelli di complessità e il potenziamento dell'offerta specialistica. Il Distretto è individuato quale snodo centrale per il governo del territorio, la rilevazione dei bisogni, la valutazione e la programmazione. Gli ospedali diventano centri di eccellenza, in cui vige rigidamente il criterio dell'appropriatezza. Mentre un sistema diffuso di poliambulatori intercetta la domanda di cura primaria".
    "In coerenza con il Piano di rientro dal debito - ha proseguito - sono disposti nel Piano gli interventi per ridefinire l'assistenza agli acuti in regime di ricovero secondo una distribuzione dei servizi maggiormente rispondente ai bisogni di salute e alla dislocazione dei residenti. Oltre a tale fondamentale opera di riorganizzazione dell'offerta ospedaliera, il Piano punta a due ulteriori obiettivi: l'umanizzazione e la costruzione di reti assistenziali".
    "Oggi, non solo nel campo sanitario, si afferma il modello dei network. All'interno di tale network verranno infine valorizzate forme flessibili e modulari di assistenza, quali il Day hospital medico e chirurgico, il Week hospital, il Day service, l'Osservazione breve intensiva". La riorganizzazione risponde anche ad alcune problematiche: "A partire dalla multi etnicità: noi ci riteniamo garanti di un sistema universale, aperto a tutti, in grado di assicurare l'equità nell'accesso ai servizi e lo sviluppo delle attività di promozione della salute a tutti i cittadini. Anche a quelli che non sono nati nel nostro Paese".
    Attenzione particolare è dedicata alla salute delle donne con la promozione della salute nell'adolescenza, con gli interventi nella fascia di popolazione anziana e con la prevenzione dei tumori. "Infine, ci occupiamo della salute del bambino, con la promozione di progetti a forte integrazione sociosanitaria rivolti a gruppi di popolazione appartenenti a comunità vulnerabili, l'elaborazione e la diffusione di raccomandazioni/linee guida sull'allattamento al seno, la qualificazione della rete di assistenza ospedaliera neonatale, l'identificazione e la presa in carico precoce di bambini con bisogni speciali, la gestione di malattie croniche di bassa ed elevata complessità e la valorizzazione della pediatria di libera scelta".
    "Noi - ha concluso Piero Marrazzo - stiamo portando la sanità del Lazio nel XXI secolo, con gli stessi criteri adottati nei sistemi più avanzati, dalla Gran Bretagna alla Francia. Un grande sforzo di innovazione e modernizzazione che ci assumiamo e che porteremo fino in fondo, per consegnare ai cittadini del Lazio una sanità più equa, più accessibile, più funzionale".


    Fonte: Ufficio Stampa Regione Lazio
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