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Home | Notizie Principali | News | Incontro tra l’Assessore alle politiche sociali della provincia di Roma, Claudio Cecchini e la delegazione di “Time for responsabilities”  
  • Incontro tra l’Assessore alle politiche sociali della provincia di Roma, Claudio Cecchini e la delegazione di “Time for responsabilities”
    Venerdì 30 ottobre, alle ore 11 presso la sede della Provincia di Roma, ex Sala Giunta, il Forum del Terzo Settore Lazio, ha organizzato un incontro tra l'Assessore alle politiche sociali della Provincia di Roma, Claudio Cecchini ed una delegazione dei partecipanti alla missione di pace in Israele e Palestina “Time for responsabilities”.


    L'iniziativa ha permesso di offrire testimonianze dirette, opinioni e proposte utili per comprendere quale contributo può venire dall'Europa, dall’Italia e dalla società civile per far rispettare i diritti umani e favorire un futuro di pace e non violenza tra i due popoli. Sono state decise iniziative che possono, da subito, essere avviate sul nostro territorio, grazie al contributo della società civile e dei rappresentanti istituzionali presenti all’incontro, la provincia di Roma ed il Comune di Tivoli, il cui Sindaco ha preso parte alla Missione di pace.
    Venerdì 30 ottobre, alle ore 11 presso la sede della Provincia di Roma, ex Sala Giunta, il Forum del Terzo Settore Lazio, ha organizzato un incontro tra l'Assessore alle politiche sociali della Provincia di Roma, Claudio Cecchini ed una delegazione dei partecipanti alla missione di pace in Israele e Palestina “Time for responsabilities” La Missione è stata organizzata dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, dalla Piattaforma delle Ong italiane per il Medio Oriente e dalla Tavola della pace in collaborazione con la Rete Europea degli Enti Locali per la Pace in Medio Oriente. Il Forum Terzo Settore Lazio ha partecipato con una  sua rappresentanza.
    L’incontro con la provincia- cui hanno partecipato il sindaco del Comune di Tivoli e rappresentanti dell'ARCI, dell’ARCS, di FIORE la rete educativa, dell' ASAL-ONG italiane e della  Mezzaluna palestinese - è stato coordinato dal portavoce  del Forum del Terzo Settore Lazio, Gianni Palumbo. Un'occasione per dar voce alle quattrocento persone che dal 10 al 17 ottobre si sono recate in missione di pace in Israele e Palestina con l'intento di rispondere all’invito del Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, a raddoppiare gli sforzi per la pace in Medio Oriente. Il viaggio ha rappresentato una importante occasione per vedere e conoscere direttamente la situazione, ascoltare le voci dei due popoli e promuovere il dialogo con tutti, proseguire e potenziare i progetti di cooperazione, assistenza umanitaria, solidarietà e dialogo.
    L’Assessore Claudio Cecchini dopo aver riconosciuto il grande valore di questa missione che “è stata un’esperienza molto importante perché ha permesso a centinaia di persone di toccare con mano le difficoltà di quella terra e delle vittime di un conflitto dolorosissimo” ed ha rappresentato “un’occasione per dialogare, che ha dato la possibilità di arricchirsi dal punto di vista umano”, ha espresso la richiesta ai partecipanti a questa missione “di farsi testimoni presso la nostra comunità di quel bagaglio di esperienze accumulate e di orientare le nostre scelte e le nostre azioni affinché consentano di aiutare e sostenere davvero in modo concreto quei popoli in un cammino di pace”.
    Questa pace “non è solo una necessità di pace tra due popoli che vivono nella stessa terra, quello israeliano e quello palestinese” ha affermato il Sindaco di Tivoli, Giuseppe Baisi perchè “se vogliamo che domani i nostri figli possano vivere in pace nel nostro paese dobbiamo fare oggi la nostra parte e assumerci le nostre responsabilità contribuendo a favorire la convivenza civile fra i popoli. Il conflitto tra Israele e Palestina e, più in generale, le conseguenze delle differenze culturali, ideologiche e religiose tra l’occidente e l’oriente del mondo sono molto più vicini a noi di quanto possiamo immaginare”. Per questo l’amministrazione comunale di Tivoli ha partecipato alla Marcia per la pace che quest’anno si è svolta eccezionalmente a Gerusalemme e per questo dichiara la propria disponibilità ad organizzare sul suo territorio iniziative di informazione nelle scuole o in luoghi che possano coinvolgere tutta la cittadinanza.
    La priorità di suscitare momenti di approfondimento nelle scuole nasce anche dal fatto che proprio i bambini ed i ragazzi rappresentano oggi in Palestina i soggetti più fragili, i cui diritti umani sono continuamente violati. A cominciare da quei bambini che – come ha raccontato Nadia Sgaramella della Rete educativa Fiore -  ogni giorno devono partire dai propri villaggi sotto la scorta militare per attraversare insediamenti ed avamposti illegali dai quali partono violenze e minacce. Ma anche tutti quelli che hanno visto i propri villaggi divisi dal Muro, o da reti elettrificate o da chech-point che non si sa mai quando verranno aperti e se si riuscirà a passare in tempo utile per partecipare alle lezioni. La scuola e la cultura dei propri figli rappresentano oggi il primo obiettivo delle famiglie palestinesi perché ci hanno raccontato che è l’unica arma possibile per la futura liberazione della loro terra”.  
    Una realtà difficile e molto complicata, fotografata anche da Leone Magliocchetti Lombi, agronomo che da anni opera con l'ARCS in paesi mediorientali, e che afferma che “oggi c'è una degenerazione di una occupazione militare che deve in qualche modo essere giustificata, ma ambedue i popoli vivono in stato di guerra e disagio.  Sia i bambini israeliani che palestinesi trascorrono la loro infanzia circondati dal filo spinato elettrificato e con un muro che li accompagna durante tutta la crescita”.
    I bambini, futuro di ogni paese, vivono quotidianamente gli orrori della guerra, dai bombardamenti alla povertà alla mancanza di istruzione.
    Tutti gli interventi raccontano di una terra in guerra, voci che descrivono una realtà difficile, di sopraffazioni che hanno origini radicate nella storia contemporanea.
    “Nel viaggio in Israele e Palestina ho vissuto un'esperienza forte, era la prima volta che mi recavo in questi territori ed ho visto e vissuto sulla mia pelle la violazione dei diritti umani basilari come il diritto all'acqua, ma sopratutto del tempo rubato ai palestinesi, anche solo per andare a lavorare. Infatti i contadini per recarsi nelle loro terre, devono attraversare chek point che non rispettano orari di aperura e chiusura, quindi le persone rischiano di trascorrere ore in attesa dell'apertura dei tornelli e dover scappare con grano ed animali, durante la loro chiusura. Sono rimasta incredula e molto colpita da questa situazione. Tornata in patria mi sono resa conto di quanto sia importante la libertà di movimento nella propria terra!”, ha dichiarato Valentina Roversi, rappresentante dell'Arci.
     “Ci dicono che più del 60% degli Israeliani è per la pace, ma non sa a chi chiederla, per questo è importante che l'Europa si assuma le sue responsabilità in un conflitto complesso, incredibile, di cui non si vede soluzione, le cui responsabilità, alla radice, sono soprattutto europee. A partire anche da gesti simbolici, quali ad esempio il risarcimento per i danni provocati dalla distruzione dell’aereoporto di Gaza che era stato costruito con i finanziamenti europei e per i quali la Spagna si è già dichiarata disponibile. E’ importante rispondere immediatamente all'appello di Obama! E’ necessario aprire Gaza! Ed è urgente perché tutti, qui e fuori, sono convinti che questa sia l'ultima occasione di mettere fine a questo conflitto”, ha detto Elide Taviani, rappresentante di ASAL-ONG italiane.
    Forse è il caso di rispondere a questo appello con la frase “Yes we can”, come ha detto,  parafrasando il Presidente Barak Obama,  Yousef Salman, rappresentante in Italia della Mezzaluna palestinese, che durante il suo intervento ha illustrato la situazione dei palestinesi nel mondo. I palestinesi non hanno problemi religiosi con gli ebrei, hanno sempre convissuto, Arafat aveva un segretario ebreo. Queste informazioni non sono note perché vi è stato negli ultimi anni un disegno preordinato di informazione “a senso unico”, voluto e scientificamente gestito dal governo israeliano. Per questo è molto importante il ruolo di testimonianza dei partecipanti alla Missione di pace, perché per una pace giusta è fondamentale il ruolo di una informazione corretta.
    Va in questa direzione, l'iniziativa preannunciata dal portavoce del Forum Terzo Settore Lazio Gianni Palumbo, “di dare vita ad una campagna  per la promozione e difesa dei diritti umani a partire da quelli dell'infanzia. La campagna investirà  tutto il Lazio e comprenderà anche una mostra fotografica che a partire dalle scuole di Roma e provincia, si terrà in tutto il territorio laziale. Inoltre ci saranno incontri con i partecipanti alla Missione di Pace che racconteranno la loro esperienza. Il Sindaco di Tivoli ha già stabilito che il 13 novembre ci sarà una prima iniziativa cui ne seguirà una seconda a fine mese. Anche la provincia di Roma sosterrà e parteciperà all'iniziativa”.


    Fonte: Ufficio Stampa Forum Terzo Settore

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