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  • Upi Lazio, in un rapporto la 'fotografia' economico-sociale delle 5 province
    Occupazione in lieve aumento, e 'boom' della cassa integrazione. Stranieri raddoppiati in dieci anni, e problema casa sempre più urgente. Questi alcuni degli aspetti della 'fotografia' economico-sociale delle cinque province del Lazio scattata dal Rapporto Upi Lazio-Eures 2009


    Occupazione in lieve aumento, e 'boom' della cassa integrazione. Stranieri raddoppiati in dieci anni, e problema casa sempre più urgente. Questi alcuni degli aspetti della 'fotografia' economico-sociale delle cinque province del Lazio scattata dal Rapporto Upi Lazio-Eures 2009, presentato a Roma dal presidente dell'Upi Lazio, Edoardo Del Vecchio, e dal presidente dell'Eures, Fabio Piacenti. Secondo il rapporto, le differenze di genere pesano ancora in modo rilevante nel mondo del lavoro, con un tasso di occupazione maschile superiore a quello femminile di 22,8 punti percentuali (23,1 punti in Italia). I dati dell'indagine segnalano un aumento degli occupati (+0,2% tra il secondo trimestre 2008 e il secondo trimestre 2009, a fronte del -1,6% in Italia nello stesso periodo di tempo) saliti a 2.261mila unità, il secondo valore più alto di sempre della regione. Di contro, nei primi sei mesi del 2009 si registra anche il boom della cassa integrazione, con un aumento nel Lazio del 324,8% (forte in questo caso l'influenza della vicenda Alitalia).
    Comunque, secondo il Rapporto Upi Lazio-Eures, pur risentendo della crisi economica internazionale, il sistema economico della Regione tiene. I dati dell'indagine dicono, infatti, che il Pil regionale diminuisce dello 0,1% nel 2008, mentre diminuiscono del 17% le esportazioni. Il dato, però, è confortante rispetto all'andamento nazionale, che fa registrare l'1% in meno del Pil e il 24,2% in meno delle esportazioni. Diminuiscono, poi, di 2.000 unità, nei primi sei mesi del 2009, le imprese della Regione, interrompendo una fase molto positiva: tra il 2003 e il 2008, infatti, le imprese nel Lazio sono aumentate di quasi 48mila unità, pari a una crescita dell'11,5%, una variazione pari a oltre il doppio rispetto a quella media nazionale (+5,1%). Al Lazio, secondo i dati del Rapporto Upi Lazio-Eures, spetta poi il primato nazionale nella concentrazione della ricchezza.
    Dai dati risulta infatti che oltre un quarto del reddito regionale (25,2%) risiede nelle tasche del 5% della popolazione benestante. In generale, le famiglie affrontano difficoltà diffuse: nel 2007 il 15,4% delle famiglie laziali (erano il 13,6% nel 2006) dichiara di essere arrivata a fine mese con molta difficoltà. Al tempo stesso, risulta in forte aumento il numero di famiglie che si colloca sotto la linea della 'povertà relativa', soglia che indica un consumo inferiore a 1.000 euro per una famiglia composta da 2 persone. Le famiglie povere sono aumentate del 34,6% tra il 2003 e il 2008 e del 4% nell'ultimo anno, crescite ampiamente superiori a quelle medie nazionali (rispettivamente +12,7% nell'intero periodo e +3,3% nell'ultimo anno).
    E dal rapporto emerge il carattere sempre più multietnico della Regione. Negli ultimi dieci anni la presenza degli stranieri residenti nel Lazio, infatti, è raddoppiata ed è la provincia di Roma a registrare la crescita più importante (+147.042 residenti). Nel 2008 gli stranieri residenti nella provincia di Latina e in quella di Viterbo superano per la prima volta le 20mila unità (rispettivamente con 23.732 e 20.393 residenti). Tra le 107 province italiane, invece, Roma si afferma come la provincia laziale più 'multietnica' (con un'incidenza di stranieri residenti pari al 7,9%) occupando il 24esimo posto in Italia. Ma l'aumento degli stranieri riguarda in modo sostanziale anche i piccoli Comuni, che negli ultimi 5 anni fanno registrare un aumento del 142,4% della popolazione straniera. Gli immigrati, poi, sono soprattutto di nazionalità romena (il 23% del totale) e filippina (7,8%). Come conseguenza dei flussi migratori, negli ultimi 5 anni gli studenti
    stranieri nel Lazio sono raddoppiati e significativo è anche il numero di lavoratori stranieri.
    Guardando poi alle rimesse degli immigrati, il rapporto svela che è la Cina il principale paese di destinazione, ricoprendo oltre un terzo (36,9%) di quelle provenienti dal Lazio e il 24,1% del totale
    di quelle italiane. In generale, il valore complessivo delle rimesse nel Lazio ha registrato nell'ultimo triennio una crescita significativa, passando da 1.145 milioni di euro nel 2006, a 1.775 nel 2008 (+55% rispetto al +46,5% dell'Italia).
    Dalla ricerca, emerge, anche che continua a diminuire il numero delle compravendite di immobili nel Lazio mentre aumenta sempre più l'emergenza casa, soprattutto sul territorio di Roma. Si registra, infatti, un calo delle compravendite del 12,6% nel 2008 rispetto all'anno precedente.
    Dall'indagine esce fuori che il decremento più sostenuto avviene a Latina, dove le transazioni calano del 13,8%; non di molto inferiore il dato di Roma (-13,1%), Rieti (-12,6%), Viterbo (-9,6%) e Frosinone (-8,7%). Allo stesso tempo aumentano gli sfratti: nel biennio 2007-2008 i provvedimenti esecutivi di sfratto registrano un incremento del 31,3%. Non solo: il 65,9% di questi (5.562 in valori assoluti) avvengono per morosità. In aumento risultano anche gli sfratti eseguiti nel Lazio che passano da 2.466 nel 2007 a 2.845 nel 2008 (+15,4%) di cui 2.209 (pari al 77,6%) interessano la sola provincia di Roma. Dal Rapporto emerge, inoltre, che se da un lato la popolazione della Regione continua a crescere (+68mila abitanti nel 2008), dall'altro diventa strutturale l'esodo dei cittadini dai capoluoghi ai comuni della provincia, più attraenti dal punto di vista del costo e della qualità della vita. Esodo che si verifica, in particolare, da Roma verso l'hinterland.



    Fonte: Ufficio Stampa Regione Lazio
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