PROVINCE
Associazioni e servizi
patronato banner
facebook

bvenecomune

bvenecomune

bvenecomune
Home | Notizie Principali | News | ACLI Roma sulla gestione dei servizi ai rom: “Bisogna rompere lo schema”   
  • ACLI Roma sulla gestione dei servizi ai rom: “Bisogna rompere lo schema”

    Critica la posizione della sezione romana delle Associazioni cristiane lavoratori italiani sul lavoro fatto con i rom dalle cooperative. De Palo:“Non metterei nel curriculum l’aver gestito un campo come è stato fatto in questi anni”



     

    “Stiamo arlando di un modello che oggettivamente non è andato bene, altrimenti non staremmo nella situazione di oggi”. Non ha dubbi Gianluigi De Palo, presidente Acli di Roma, una delle associazioni cattoliche presenti al tavolo di coordinamento delle associazioni sul Piano nomadi per la capitale, commentando i timori espressi questo pomeriggio dalla Funzione pubblica della Cgil di Roma in merito al futuro della gestione dei servizi di scolarizzazione e dei presidi nei campi rom. “Condivido la posizione di padre La Manna, del Centro Astalli (vedi lanci precedenti). Occorre valutare bene quello che si è fatto fino ad oggi – spiega De Palo – prima di portare un cambiamento”, ma che ci sia bisogno di un cambio di rotta, spiega il presidente Acli di Roma, ce n’è bisogno e lo dimostrerebbero i fatti. “Mi preoccuperei dei risultati che ho portato – afferma - e non se ho ancora lavoro. Mi domanderei alla luce di quello che c’è stato in questi anni, come mai non si preoccupano di come abbiano gestito le cose negli anni passati”.

    Secondo De Palo la situazione non è delle migliori, nonostante anni di progetti e interventi. “Ho trovato situazioni inumane – racconta -. C’erano situazioni di assoluto imbarbarimento e svilimento della dignità umana, dal Casilino 900 a La Martora. Il Piano nomadi ha un’idea e noi abbiamo cercato in questi mesi di lavorare per cercare di mostrare a queste persone cos’è questo Piano nomadi. Entrando nelle baracche, gratuitamente. Prima non ci potevi entrare, neanche volendo. Abbiamo esperienze di circoli Acli del territorio di Roma che hanno avuto problemi ad entrare nei campi nomadi perché alcune cooperative ponevano problemi se c’erano altre realtà che gratuitamente davano una mano. Col coordinamento sono due anni che lavoriamo, perché almeno due o tre riunioni a settimana ci sono, e lo facciamo gratuitamente. Al di là dei bandi e dei soldi, le cose si fanno comunque”.

    Critico De Palo, sulla questione sollevata dagli operatori in merito all’esperienza necessaria per gestire i servizi nei campi rom. “Esperienza rispetto a cosa? Io non me ne vanterei, non metterei nel curriculum l’aver gestito un campo come sono stati gestiti in questi anni”. Per De Palo, il lavoro compiuto fino ad oggi con questa amministrazione potrebbe essere l’occasione di una svolta. “Bisogna rompere lo schema – spiega -. Con i criteri adottati fino ad oggi non lavorerà mai nessuno se non quelli che hanno lavorato vita natural durante”. Ma chi ha lavorato bene, specifica, deve poter continuare a farlo. “Penso che sia giusto che le persone che hanno lavorato bene possano continuare – aggiunge -, chi lo fatto male no. Ho conosciuto nella mia vita operatori che picchiavano le persone o anche un caso specifico che invece lavorare, pagava alcune persone per fare il lavoro tra i rom. Queste situazioni non devono esistere. Chi ha lavorato bene deve continuare a lavorare, indipendentemente dall’esperienza. Speriamo che ci sia un po’ più di autocritica da parte di tutti, anche da parte nostra”.

     

    Fonte: Redattore Sociale

In Primo Piano | Eventi | Progetti | Bandi