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  • Abita nel Lazio il 10% degli immigrati: presenza in crescita

    Sono 565 mila gli immigrati in regione censiti dal rapporto Caritas Migrantes 2010, soprattutto romeni. La crescita è maggiore della media nazionale e il saldo di crescita demografica è all’1%, l’unico in Italia. Il merito? Delle mamme straniere



     

    Più di un immigrato su dieci risiede nel Lazio. Un incremento della presenza del 10,6%, due punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. I dati del dossier Caritas Migrantes attestano che in regione sono presenti 565 mila immigrati (età media 33 anni, dieci in meno degli italiani) vale a dire l’8.8% del totale degli abitanti. Anche in questo caso, il valore supera di quasi due punti la media italiana. Roma non è da meno: l’8,9% dei residenti nella Capitale, infatti, ha origini straniere e gli immigrati per kmq sono 68,5, il quarto dato in Italia (al primo posto Milano con 187,5). Ma l’aumento delle presenze si registra soprattutto al di fuori del capoluogo. A Latina, infatti, dal 2002 al 2008 la crescita è stata del 276,3%, a Rieti del 248%, a Viterbo del 235%, a Frosinone del 176,3%, mentre a Roma, fanalino di coda, del 157%. La comunità più nutrita è quella romena (più di 24 mila persone), seguita da quella albanese (3.984) e da quella filippina (3.962).
     
    Il Lazio è l’unica regione italiana a raggiungere l’1% nel tasso di crescita demografica. Secondo il rapporto, un contributo fondamentale alla natalità è fornito proprio dalle madri straniere. Nel 2009, i nuovi nati non italiani nel Lazio sono stati 6.992, il 9,1% del dato nazionale. Nonostante questo, i minori stranieri residenti in regione sono solo il 17%, il 5% in meno che nel resto del Paese. Quest’”anomalia laziale” è giustificata dal fatto che la maggior parte dei migranti che raggiungono Roma si spostano da soli, per motivi di studio, religiosi o per richiedere asilo.
     
    I ragazzi stranieri iscritti presso scuole italiane nell’anno scolastico 2009 – 2010 erano 65.700, ovvero il 7,9% del totale. Fra gli iscritti, i nati in Italia da famiglie straniere erano 14.600, pari al 22,5%, un valore leggermente inferiore rispetto al 24% di media italiana.  L’indice di dispersione scolastica, pari a 7,7 è paragonabile a quello dei ragazzi italiani.
     
    Per quanto riguarda il lavoro, nonostante il trend negativo registrato dall’Inail, per cui nel Lazio sono 45.500 i dipendenti che hanno perso l’impiego, i dipendenti immigrati aumentano: sono infatti 1.600 i nuovi occupati nel 2009. Sono in tutto 294.043 gli immigrati con un lavoro stabile in regione, ovvero il 9,5% del totale nazionale. La manodopera straniera impiegata a Roma è pari invece a più di 230 mila, cioè il 13,3% del totale (la media nazionale è di 15,5%, con Cagliari come dato più basso, ferma al 4% scarso). Nel 2009 alla Unioncamere Lazio sono registrate quasi 20 mila attività gestite da extracomunitarie, il quinto valore in Italia. La crescita dal 2003 è stata del 262,4%, con un picco a Rieti dove il valore ha raggiunto il 923%.

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