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  • Roma: tre nuovi appuntamenti con il film “Una scuola italiana”, a favore dell'integrazione e contro il numero-limite di stranieri nelle classi

    Nuove date delle proiezioni romane del film “Una scuola italiana”, prodotto da Asinitas Onlus in collaborazione con Cineteca di Bologna e girato all'interno della scuola dell'infanzia Carlo Pisacane di Roma. Nel corso delle proiezioni sarà possibile firmare l'appello “Non uno di meno”, per richiedere la cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri e l'abrograzione della norma sul tetto del 30% nelle classi.



    Torna a Roma il film “Una scuola italiana” (vincitore del premio “Avanti” al Festival di Torino 2010), promosso dall’Osservatorio antirazzista Pigneto/Prenestino, dall’Associazione Progetto Diritti e da Asinitas Onlus a favore dell’abolizione di una recente norma del Ministro dell’Istruzione (circolare ministeriale n.2 dell'8/1/2010) che fissa un tetto massimo del 30% di alunni stranieri nelle classi. Non importa se siano nati o no in Italia, da quanto tempo vi abitino i loro genitori, non importa se siano italofoni o meno: il problema è la nazionalità della loro famiglia. Le proiezioni romane di “Una scuola Italiana” saranno anche l’occasione per una raccolta di firme per l’abrogazione della norma Gelmini attraverso l’appello “Non uno di meno”.

    Il film si snoda a Roma, all’interno della Carlo Pisacane, una “scuola/scandalo” perché gli alunni di origine straniera arrivano a superare l’80%. Da sempre simbolo dell’integrazione tra le diverse comunità, per la sua alta incidenza di alunni stranieri la scuola Carlo Pisacane ora è invece l’immagine del conflitto sociale che si sta intensificando nel quartiere di Tor Pignattara/Marranella a Roma. Da qualche anno i valori sembrano essersi rovesciati, quello che prima appariva come auspicabile è diventato qualcosa da nascondere, rifuggire se non perseguire dalla norma Gelmini. La maggior parte degli alunni della scuola Pisacane, però, sono nati in Italia da famiglia immigrate qui 20 o 30 anni fa. Molti di loro non scrivono, né comprendono nemmeno la lingua dei loro genitori, non hanno mai visitato il loro paese d’origine. Fino a quando li chiameremo stranieri?

    (calendario proiezioni sul sito http://unascuolaitaliana.blogspot.com/p/calendario-proiezioni.html )

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