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  • Viterbo: lettera di denuncia del Presidente del Patronato Salvatori contro i ritardi dell'Inps

    “Chi ha bisogno di permessi per accudire i propri cari, riceve risposta troppo tardi…”. Ha parole severe la lettera che il Presidente del Patronato Acli di Viterbo Renzo Salvatori ha inviato il 4 aprile scorso ai mezzi di comunicazione per denunciare i ritardi dell'Inps verso i suoi assistiti.



    "In questi giorni sono apparse sulla stampa locale le lamentele di familiari di titolari di pensione civile o assegno di accompagnamento che da molti mesi hanno avuto sospesa l’indennità economica perché il titolare del diritto deve essere richiamato a visita di controllo <cosa che viene fatta dall’Istituzione> con notevole ritardo confronto a quanto stabilito dalla normativa vigente. Questa disfunzione, insieme ad altre ugualmente gravi, è stata segnalata più volte e nelle sedi opportune dal patronato ACLI.

    Anche il 9  Dicembre scorso con una lettera inviata all’INPS ed a tutte le Istituzioni abbiamo denunciato la gravità di quanto sta accadendo, ricevendo consenso da parte dell’Ordine dei Medici e riscontro di intervento da parte della Prefettura. Purtroppo però, oltre che un impegno a livello nazionale preso dall’INPS con i Patronati, non ci risulta che in loco siano state assunte iniziative per migliorare la situazione.

    Intanto chi ha bisogno di permessi per accudire i propri cari, riceve risposta troppo tardi; chi aspetta la lettera di riconoscimento di invalidità per iscriversi nelle liste di collocamento obbligatorio ha perso l’opportunità di lavoro, come accaduto pochi giorni fa ad un nostro assistito; chi, non  avendo nulla ed appartenendo alla categoria dei POVERI ASSOLUTI, aspetta il sostegno economico derivante dal riconoscimento dell’invalidità ed è costretto a pietire elemosina a causa dei ritardi indefinibili; chi deve essere sottoposto a visita di controllo e si vede intanto sospendere la prestazione economica!

    Sono fatti gravissimi che cadono sulle spalle dei malati e dei più deboli della Società, sempre più dimenticati e bistrattati. Alcune prestazioni sono previste nel nostro ordinamento così come anche la normativa per concederle in tempi brevi.

    E allora perché ciò non avviene? Perché non proviamo a scambiarci i ruoli, in modo da vivere in prima persona le difficoltà dei nostri concittadini? Forse allora, non avendo più i piedi al caldo, ci adopereremmo tutti con più impegno e determinazione"

    Il Presidente del Patronato Acli di Viterbo

    Renzo Salvatori

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