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  • Evento conclusivo del progetto riGenerazioni - leggi l'articolo



    Progetto riGenerazioni, evento conclusivo in sede Nazionale Acli .
    Martedì 9 ottobre 2012, ore 10.00
    Riportiamo i punti salienti dell’incontro:
    Progettare, costruire il cambiamento, quando non si sa cosa fare, si fa. Sperimentazione di nuove metodologie attraverso azioni positive: nell’idea del progettificio è importante la continuità nel tempo – l’aggregazione di persone, dove esser protagonisti è il principio dell’Associazionismo, ma è anche metter in associazione lavoratori attivi.
    Gli anziani che hanno chiuso il loro percorso lavorativo sono a rischio di emarginazione, nelle loro capacità e spesso nelle loro eccellenze. Non sono più una virtù per le nuove generazioni, ciò a causa di un forte divario, principalmente tecnologico. 50 anni fa, anche nell’industria, esser anziani significava avere maggiore competenza,ed era l’intera comunità a riconoscere tali competenze, oggi invece è l’esatto opposto. Oggigiorno il mondo del lavoro ha portato alla marginalizzazione, ne sono un esempio gli esuberi del personale vicini all’età pensionabile, che per le imprese sono un peso e non una risorsa: ecco gli esodati. Soltanto il 23% di loro trova un impiego coerente all’attività lavorativa svolta per decenni. Quelli che una volta erano fondamentali e preziosi, oggi vengono accompagnati all’uscita del mondo del lavoro.
    RiGenerazioni , con la sua indagine sul territorio nazionale,coinvolgendo ben 29 provincie,  ha portato in luce piccole realtà, dai Campanari di Isernia ai Presepisti di Napoli, dalle Asolatrici ai costruttori di muri a secco in Sicilia, il tutto visionabile in una video enciclopedia dei mestieri italiani. Persino il calzolaio è destinato a scomparire, poiché le nuove generazioni sconoscono tali mestieri, e qui dunque l’idea di creare una simbiosi tra le varie generazioni, dove i giovani apprendono dai pensionati. Non quantità ma qualità. “Per i pensionati non si tratta soltanto di impegnare bene il tempo, ma anche di investire un po’ del proprio cuore, del proprio destino”- dice il Presidente Nazionale delle Acli Andrea Olivero. Contribuire alla trasformazione della realtà, è questa la sfida,un nuovo sviluppo associativo e politico per poter trovare delle forme strutturate volte alla valorizzazione degli emarginati.
    Attualizzare il concetto di anzianità: vi è il nonno deputato al sapere e fonte di saggezza per figli e nipoti, vi è il nonno in totale solitudine in una casa per anziani, ma vi è anche il nonno che aiuta la famiglia, in ogni modo,ed  in questo periodo di crisi economica, nonostante gli anziani si vedano abbassare le mensilità delle pensioni, stanno spesso meglio di molti giovani italiani. Il nonno oggi è presenza educativa, ammortizzatore sociale, non solo un baby sitter a titolo gratuito. Spesso mantengono aggregate le famiglie, conciliano la vita tra il lavoro dei figli, la scuola nei nipoti, bisogna dunque costruire nuovi capitoli di legge, e scrivere cosa faranno in futuro gli anziani della terza o della quarta età.
    Nell’Unione Europea, di 27 Paesi membri, di oltre 500 milioni di abitanti, circa 250 milioni sono over 60. Bisogna che si incontrino le generazioni e che si attui a livello europeo una rivalorizzazione dell’anziano,   l’invecchiamento attivo di cui il 2012 è l’anno Europeo.
    Consegnare il progetto, significa aprire una nuova fase di lavoro,per giovani ed anziani.
    Così parlò ai giovani Andrea Camilleri durante l’incontro del Coordinamento Nazionale per l’incontro delle Generazioni: “non abbiate speranza, abbiate fiducia”
     
    Salvatore Sotera  
    Responsabile del Sistema Informatico delle Acli Regionali del Lazio
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