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Home | Notizie Principali | News | Intervento del Presidente delle Acli Regionali del Lazio Umberto Soldatelli al Convegno “ Un patto per l’innovazione del Welfare nel Lazio”  
  • Intervento del Presidente delle Acli Regionali del Lazio Umberto Soldatelli al Convegno “ Un patto per l’innovazione del Welfare nel Lazio”


    Siamo convinti che la Regione Lazio debba avere nella centralità del proprio welfare una delle chiavi fondamentali per ripartire. Ciò vuol dire concepire il welfare non solo come una rete di servizi,ma come una grande occasione di sviluppo della persona e della comunità.
    Per far questo dobbiamo iniziare a pensare che il tema delle politiche sociali deve essere interpretato in maniera trasversale tra gli assessorati. Perché le politiche per le imprese possono avere dei risvolti “sociali”, come anche le politiche per la cultura e il turismo. Sta a chi governa fare in modo che questa sensibilità traspaia in ogni ambito dell’amministrazione.
    Fare questo significa mettere al centro il benessere del cittadino, la convinzione che la rete sociale che tutela i più deboli la si costruisce solo se tutti gli attori che partecipano alla vita della comunità sono pienamente coinvolti.
    Troppo spesso le associazioni di cittadini, come le Acli, sono state viste come dei semplici erogatori di servizi, come degli enti da coinvolgere per scaricare i problemi che il pubblico da solo non riusciva a risolvere. Tutto questo senza essere mai coinvolti nei tavoli dove si pensano, e si decidono, le politiche del welfare. Ma la vera sussidiarietà ha proprio questo alla base: la capacità di riconoscere la valenza “politica” dei corpi intermedi. Le politiche sociali non si possono fare che con chi da sempre è al servizio degli ultimi.
    Nella nostra Regione, non dobbiamo nascondercelo,ci sono tante eccellenze, ma anche tante situazioni che vanno ripensate e profondamente innovate. A partire da come fino ad oggi sono stati fatti alcuni bandi regionali che miravano semplicemente a distribuire risorse economiche senza avere dietro una minima progettualità politica. Le politiche sociali si fanno assumendosi la responsabilità politica di tracciare delle priorità chiare che portano tutti, anche associazioni come le Acli, a migliorare e ad innovare il proprio modo di stare nel territorio.
    Politiche per la famiglia: non sono semplici politiche sociali,sono qualcosa in più.
    Se la famiglia sta bene, la società sta bene. Se la famiglia è curata dalla politica, la politica stessa è migliore.
    E noi che incontriamo quotidianamente centinaia di famiglie sappiamo bene quanto oggi siano in difficoltà, quanto sia faticoso preservare questa fondamentale cellula di welfare. Fare in modo che sia più semplice crescere dei figli, o che non sia un martirio quotidiano avere un anziano non autosufficiente a casa, è uno dei compiti imprescindibili di chi andrà a governare il Lazio.
    Inoltre, voglio sottolineare altri due temi fondamentali:
    il primo è il “piano regionale per l’intercultura”. Se non iniziamo ad immaginare l’immigrazione realmente come una risorsa, significa che non abbiamo capito quale società abbiamo di fronte. C’è certamente un’immigrazione finalizzata alla criminalità, ma, per lo più, c’è un’immigrazione che ha bisogno di essere accolta, di essere accompagnata nel mondo del lavoro, perché essa è un’occasione di sviluppo, non solo culturale, per tutti.
    Questo vuol dire farci carico delle difficoltà che un immigrato incontra nel nostro Paese, perché poi, una volta superate le difficoltà, possa diventare una risorsa effettiva per tutti.
    In secondo è  la “legge regionale che valorizza lo sport di cittadinanza”. Le Acli Regionali del Lazio e l’US Acli Regionali sono impegnate da anni in questo campo e sanno quanto lo sport sia uno straordinario veicolo di educazione e di integrazione. Ben venga dunque una legge del genere che valorizzi però anche la qualità di chi si occupa di sport. Perché la nostra Regione deve puntare au questo all’eccellenza.
    Infine voglio fare un piccolo accenno ad un tema che ci sta molto a cuore. Quello della formazione professionale, che le Acli Regionali del Lazio assolvono con il proprio Enaip Impresa Sociale S.r.l. La formazione professionale va completamente rivista perché gli enti di formazione professionale possono fare bene il proprio mestiere  solo se i bandi sono effettivamente collegati alla richiesta di figure professionali di cui il Lazio ha bisogno. Inoltre, non tutti gli Enti di formazione professionale sono uguali. Per questo crediamo sia utile stilare un albo degli enti anche in base alla qualità del servizio erogato.
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