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Home | Stampa | Editoriali e Comunicati Stampa | Il Natale? La realpolitik di Dio  
  • Il Natale? La realpolitik di Dio


     

     

    Ho sempre immaginato lo sguardo di Dio in Gesù nell'assistere impotente, nel rispetto della libertà, all'autodistruzione dell'uomo.Un po' come raccontò Padre Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia; quando da bambino gli entrò una scheggia di vetro sulla pianta nuda del piede; mentre cercava urlando di togliersela incrociava i contorcimenti del volto del papà. Una cosa simile mi è accaduta dal dentista da ragazzo accompagnato dal mio povero papà; partecipava con me era lui la cavia; lì intuì solo che cos'è l'amore. Il Natale è questo un evento storico in cui Dio si fa figlio e quindi padre perchè ne sente L'URGENZA spirituale e fisica; togliere dalle castagne dal fuoco l'uomo. Questo dopotutto è il mestiere da secoli di Dio; mettere insieme i cocci fatti dall'uomo.(LA RALPOLITIK DELLO SPIRITO). Come dire ora non hai scuse; mi vedi, mi tocchi, puoi ascoltare ciò che dico, imitare ciò che faccio; le distanze sono abbatttute. Un Dio vicinissimo che però ragiona da Dio, ama da Dio quindi incomprensibile alla saggezza dell'uomo; serve uno slancio di fede o non si riesce; basta percepire le cose non solo col cervello ma passare dal cuore. Viene al mondo; affida la salvezza del mondo ad un Si non scontato di una ragazzina di 16 anni; sceglie come padre putativo un uomo "normale" come tanti dotato però di pietà e compassione. Tutti lo cacciano, non c'è posto; vagano, si fidano delle parole dell'angelo; tutto si compie non in un grande palazzo ma in una stalla; presumo con un parto rischiosissimo affidato ad una persona disposta ad aiutare Maria nel partorire. Diremmo un parto sciagurato, da pezzenti, da reitti dell'umanità,da gente che non ha diritto nenache ad una stanza squallida; col rischio che il bambino muoia. Ovviamente questo non poteva essere; ma quell'umanità era già partita col piede sbagliato.Tutti avevano accettato il fatto che Dio, come aveva preannunziato si incarnasse; poi tutti come avviene ogni giorno erano pronti a mettergli le parole in bocca, a vestirlo con i propri panni, a raffigurarselo come avrebbero voluto per autogiustificarsi; ad elevarlo principe o re;una sorta di fede fai da te.E' quindi l'urgenza di soccorerci ciò che mi ha sempre sconvolto; il configurare lo sguardo angosciato e angoscioso di Dio; questo è il Natale. Ha amato tanto il mondo da mandare il suo figlio; NON SIAMO SOLI.

    (Stefano Corsi)

     

     

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