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Home | Stampa | Editoriali e Comunicati Stampa | LA COSTITUZIONE E' LA PREGHIERA DEL LAICO  
  • LA COSTITUZIONE E' LA PREGHIERA DEL LAICO


    Ha senso parlare di "valori non negoziabili"? Testimoniare è convertire; il valore dell'inconsapevolezza disarmante. Ricordo come se fosse ora a Sant'Elena al Pigneto sulla Preenestina verso gli anni 60, i nostri preti di frontiera che avevano metabolizzato la Rerum Novarum attraverso la pratica di sangue della Resistenza e della Ricostruzione, parlarci di un Vangelo che deve farsi vita, nella coerenza della coscienza che risponde ad una chiamata dall'alto e quindi da ciò farsi comunità. Parlavano perchè avevano visto, avevano annusato, avevano toccato; avevano compreso cosa potesse generare il male in un delirio collettivo; come si risponde alla morte, alla sopressione della libertà, alla crocifissione dell'uomo in quanto tale? Con la coscienza, si solo con la coscienza; non c'è risposta più laica e quindi intrinsecamente piu' religiosa di questa. Quanta gente al di là della fede ha preferito morire piuttosto che piegarsi magari lasciando la propria famiglia; da questo uno pensa ma da dove viene questa forza. Plotoni d'esucuzioni, barbarie assistite, repressioni a cui molti, specie preti, hanno risposto e fatto rispondere PRESENTE. Cristo è venuto per cambiare le cose non imponendo nulla a nessuno o nella pretesa di impiantare chissà quale governo; appena ha avuto l'occasione di prendere il potere o di combattere per esso mettendosi a capo di una ribellione per l'autodeterminazione dai Romani ha sempre detto: "no grazie"; quando uno dei suoi decapita l'orecchio di una guardia , lo ammonisce e gli dice se avessi voluto comandare politicamente lo avrei fatto. Quindi tutto parte dalla rivoluzione della anima ossia il piu' grande mistero dell'universo; fare il proprio dovere, esercitare il piu' grande scandalo che esiste al mondo:" fare qualcosa senza vendersi"; è il fuoriuscire dall'egoismo senza tornaconto visibile la cosa disarmante che scandalizza; e' nell'inconsapevolezza del cuore che verranno sfilate griglie in cielo. Alcuni riportano ai tempi dei primi cristiani, che dinanzi alla presa d'atto del loro amore nella sopportazione rispondevano: "loro che tanto amano". E' quindi la testimonianza non imposta la piu' grande leva di conversione che tocca il cuore anche del piu' duro. Ricordo una volta il Card.Tonini dire che la risposta alla coscienza non c'entra nulla colla fede magari è una fede inconsapevole ma ti viene da dentro ed è tale perchè l'uomo ha un anima che lo distingue (amava citare la pietas romana). Don Santo Perin 27enne della Bassa Padana che salta per una mina pur di seppellire un tedesco morto; muore non per rendergli salva la vita ma per dargli trattamento da uomo con una sepoltura dignitosa; morire per un atto di misericordia c'è cosa piu' grande? Basta leggere le testimonianze dei reclusi di Via Tasso per capire cosa è l'amore; la realtà è che l'amore che nasce dalla libertà non ha senso se non si poggia sulla verità. In senso lato i martiri sono tutti coloro che vivono, che soffrono che muoiono per un IDEALE astratto che si fa IDEA, intesa come tendenza alla azione che si poggia su PRINCIPI NATURALI SCOLPITI NELL'ANIMA; da ciò derivano i VALORI per cui vale la pena e morire che si fanno "acqua e sangue" solo con la TESTIMONIANZA espressione dei buoni esempi. LA CATENA METODOLOGICA CREDO SIA QUESTA: ideali, idee, principi, valori, buoni esempi e testimonianza. CRISTIANESIMO è DEMOCRAZIA; è con questo che sono cresciuto con quei preti che ti dicevano che la religione va distinta dalla politica; che lo Stato è laico ma se si fonda sull'uomo diventa spirituale; che non c'è alcun bisogno di parlare di Dio per professarlo o per crederci; lo stesso Sturzo, ma anche Murri, molto molto prima Rosmini, Dossetti, Milani, e poi i tantissimi martiri per la libertà Don Minzoni, l'adolescente Rolando Rivi, Don Morosini, Don Pappagallo, Santo Perin; il Turoldo e il Don Gnocchi preti partigiani, il focoso e tuonante Don Mazzolari, voce dello Spirito santo della Bassa Padana, il Card.Dalla Costa che spranga le porte dell'Arcivescovado al passaggio di Hitler a Firenze e poi i tanti ancora che rischiando di esser messi al muro distribuivano pasti o davano rifugio a ebrei, partigiani, o tedeschi o fascisti per metterli a riparo da repressioni. L'acofessionalità del Cristianesimo fondato sul discernimento dei laici è la cosa che più mi rassicurava perchè conciliava la mia fede personale con il mio essere cittadino; i principi cui credevo erano compatibili e universali anche cogli altri senza fare alcuna fatica nel rischio di imporre qualcosa di religioso. L'UOMO FONDA LO STATO CHE HA UN SOLO COMPITO: SERVIRE L'UOMO. LA COSTITUZIONE del 948 è la piu' commovente endoscopia dell'anima umana, fatta da gente che aveva sofferto davvero; non c'è forse testimonianza di MORALE e di antropologia più alta di questa. L'uomo nasce libero e non lo diventa; ma nel primo articolo non si parla di libertà direttamente ma in una logica in difetto si marchia a sangue che la Repubblica si fonda sul lavoro; ci si sporca subito le mani, si lasciano stare disquisizioni filosofiche; senza lavoro non c'è dignità e senza dignità non c'è libertà. Solo con il lavoro l'uomo realizza la propria dignità nell'espressione della propria personalità. Una costituzione nell'assioma di Fanfani in un orizzonte cattolicesimo sociale o di cristianesimo che dice che tutto parte dal lavoro. Il primo atto fu d'un pragmatismo fuori del comune che ci faceva tuffare nella Costituzione reale. Se non si ha un lavoro, una casa, una pensione, la possibilità di cura o della scuola; si ha il diritto di bestemmiare come diceva Pertini, quindi i diritti innati nell'uomo per essere reali devono fondersi sulla giustizia sociale. Non c'è giustizia sociale senza libertà (regimi totalitari); non ci può essere libertà senza giustizia sociale (in una democrazia asfittica); come diceva De Gasperi in riferimento alla legge agraria visitando lo scempio dei Sassi di Matera:" dobbiamo fare la legge agraria e dare la terra ai contadini; solo cosi' questi uomini e donne si sentiranno cittadini della Repubblica" . Per la prima volta si parlava di comunità sociale dove la personalità dell'uomo si sarebbe realizzata nella Chiesa, nella famiglia, nel lavoro, negli Enti locali;nella rimozione degli ostacoli di ordine economico, morale, sociale, politico senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali. QUINDI I DIRITTI NATURALI sono alla base della Costituzione e quindi di quel magistero sociale della Chiesa con Leone XIII, sigillato come nascita della Chiesa moderna, nella volontà di Dio, che laicamente da San Tommaso riconduceva in modo organico nella distinzione rivelata tra fede e politica, tra fede e scienza, tra libertà dell'uomo e provvidenza di Dio; la Costituzione è un Vangelo laico, il Vangelo una Costituzione nella società ideale dell'uomo. E' la laicità il tratto distintivo di Dio; di un amore per chi crede va al di la di ciò che si vede e va al cuore; parla a tutti e con chiunque, mangia coi peccatori, incontra il peggiore degli esattori, partecipa con una banda di lussuriosi ad un banchetto, visita prostitute e lebbrosi, sceglie i futuri fondatori della Chiesa in pescatori e gente umile; si sceglie come madre una giovinetta di 16 anni e un onesto cesellatore, bacia i piedi agli ultimi, resuscita un amico morto, perdona i propri carnefici. La Chiesa nasce quindi dal volto della Veronica, dal sudario della croce; ha le stimmate della consolazione delle e dalla ferite. Il Vangelo in uno spirito nella tradizione di venti secoli nella Chiesa ci deve portare alla conclusione che Papa Francesco raccoglie da quanto detto prima, come coerenza ossia che la Chiesa, come insieme di tutti gli uomini di buona volontà che si fanno Chiesa nel bene è come un lazzaretto, un ospedale da campo a tende dove si imbastiscono protesi per amputazioni, dove si fa pronto soccorso e prima emergenza. LA CONVERSIONE PIU' GRANDE è LA TESTIMONIANZA DI CHI NON GIUDICA, DI CHI PERDONA, DI CHI TENDE LA MANO ALL'ALTRO, DI CHI FA QUALCOSA PER E CON GLI ALTRI. La carità non si domanda a chi farla ma quando e come farla; va al cuore e non si sofferma su altro; non richiede il conto in banca o il ruolo sociale o meglio il grado di istruzione o l'essere devoto o religioso; parimenti a quel Cristo o a quello uomo comunque eccezionale duemila anni addietro.. I principi naturali in quanto tali non possono che non essere INVIOLABILI ED INALIENALBILI: libertà, la dignità, la personalità che si concretizza col lavoro, l'eguaglianza, il senso religioso, la pace ecc. Celebre anche qui il contributo di Moro forte della sua esperienza di docente di filosofia del diritto a Bari. La società che ne discende in quanto fondata sui bisogni dell'uomo delinea il compito dello Stato nelle sue articolazioni nel dovere di dare risposte coi servizi; EQUITà E RESPONSABILITà. Stiamo vivendo una nuova primavera; aleggia nell'aria un insopprimibile desiderio di leggerezza; di sottrazione da qualunque senso di colpa, da una volontà di determinare le proprie scelte in modo responsabile senza un canovaccio preciso, nel senso della risposta degli altri, ma per quello che per noi è la felicità nella vera libertà. Ogni scelta ci dà maggiore o minore felicità non e' questione di precetti; il punto fondamentale da cui tutto parte è la felicità; tutto è una questione di felicità. Le indicazioni di magistero pastorale sono in ambito ecclesiale una sorta di brogliaccio di buoni consigli ma non possono essere imposti o concepiti come imposizioni; la rivelazione per chi crede ossia il rispondere alla chiamata o per chi crede senza saperlo nel bene si riassume nella fedeltà all'amore e nell'amore fino alle estreme conseguenze; un amore che si fa responsabilità nella libertà; ogni azione infatti prima di essere espressione di diritti e fonte di doveri morali. La legge su cui la Costituzione si fonda parte dalla natura attorno al senso della morale che è in ogni uomo; altra cosa è la morale religiosa che non può essere imposta. Se parliamo di principi non possiamo parlare di valori tanto più non negoziabili; è vero che la legge è per l'uomo e si deve ispirare alla libertà e non alla abuso della libertà o alla licenza o ad una sorta di anarchia ma i valori discendono dai principi e non possono sostituirsi ad essi è come assolutizzare una interpretazione. PARTIRE DALLA SITUAZIONE CONCRETA. In quest'ottica è fondamentale non erigere una sorta di ideologia dei valori che costruisca barriere invalicabili tra gli uomini o che imponga modelli predefiniti in un pericoloso pensiero unico o in un pseudo monopolio morale ; si va dalla omossessualità come orientamento di natura o indotto dal contesto ambientale fatto salvo riconoscere in natura le relazioni degli stessi come una ricchezza di una diversità che parte dalla NATURA che si fa principio; come sostiene il Papa si parte pragmaticamente dalla situazione per riconoscere buona volontà, responsabilità, coerenza con la propria natura, ossequio alla coscienza, tenendo conto in un atteggiamento non rigorista dei confessori cio' "che per le persone è possibile fare". Laicamente da questo discende una società SOLIDALE. E' evidente che sia importante una riflessione sull'equiparazione nella disamina di ciò che sia famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.In una ottica di creazione per chi crede chiunque ha un ruolo nella economia della salvezza. Dai temi del suicidio, dell'aborto, dell'eutanasia, del divorzio, della determinazione del proprio corpo, e quant'altro credo che partendo dalla Costituzione fondata sui principi, nel non assolutizzare i valori come clave per giudicare gli altri, nel paradigma di Tommaso affermato da Giovanni Paolo II ritengo che oggi un legislatore non possa che rifuggire nell'approssimazione scientifica di una verità verosimile attorno alla ricerca; e che solo un incontro nell'oggettività del dato scientifico può e deve portare a fissare quadri e relazioni armoniche tra diritti e doveri, tra libertà e licenza; su questo crinale che si gioca la partita del Relativismo etico.. Come lessi una volta: la scienza e la fede sono compatibili semplicemente perchè essere rispondono a due domande diverse: l'una al come delle cose l'altra al perchè; la fede senza la scienza è zoppa; la scienza senza la fede è cieca. I PRINCIPI SI AFFERMANO, I VALORI SI TESTIMONIANO NEL PRIMATO DELLA COSCIENZA. Umbero Soldatelli (Pres. Acli del Lazio)
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