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  • TEMPO DI BILANCI....


    Sono trascorsi due anni; come nella tradizione delle Acli con la conferenza di metà mandato o in assenza di essa, una classe dirigente seria invoca il controllo su sé stessa, in mezzo al guado, facendo un punto della situazione rispetto all'impegno assunto; nelle Acli come in tutte le realtà associative la discontinuità non è data solo dal programma di governo ma anche dallo stile morale e politico- associativo che si imprime e nel buon esempio agli altri.

    Ognuno di noi non capita mai per caso da qualche parte; e che in una visione soprannaturale della vita il fare in questo caso le Acli, ossia dedicando io pensionato tutto me stesso agli altri nell'apostolato laico, sia una chiamata; non siamo noi che scegliamo le Acli, ma viceversa. Quando avverti che hai un ruolo di testimonianza storico, a tempo, il fare il punto per virare o accelerare o mantenere la rotta è d'obbligo.

    Dal nostro agire quotidiano discende il futuro della sopravvivenza, non materiale, ma sostanziale delle Acli; le Acli ci saranno sempre, ma tutto sta a capire se ci saranno come sepolcri imbiancati o come posto pieno di passione, di gente sempre nuova, dove non ci si ancora al mantenimento di rendite di posizione su mentalità clientelari, ma dove uno magari, con un posto di lavoro o meno, posizionato in un filtro di controllo democratico, nel ruolo politico, possa servire il prossimo senza metterci radici a tutti i costi. Mai far prevale l'egoismo. Spesso si sente dire che il fare le Acli è per i pensionati e per i giovani, ossia chi è uscito o chi dovrà entrare non subito nel lavoro; penso che faremo il grande salto, quando avendo un nostro lavoro per mostruosa passione, faremo le Acli come volontari in un sostanziale disinteresse. Il congresso di Capena, svoltosi all’intero di una fabbrica, ci ricorda che le Acli nacquero per formare dirigenti cristiani nel sindacato unitario all'epoca fino al 1948.

    Per fare quello che altri non seppero fare, ossia illuminare i laici dell'essenza del Magistero sociale della Chiesa perchè su tale architrave si erigessero le basi per una Società più giusta, più equa, capace di dare dignità, libertà, lavoro per tutti. Era evidente che la battaglia del futuro passasse dal bivio: libertà si, libertà no, in un quadro di piena democrazia e solidarietà. Oggi le Acli sono una associazione di persone, incardinate nelle industrie o nel sociale; non c'è dubbio che si debba riscoprire questo; più generalmente ci si occupa degli altri, preoccupandosi di chi è rimasto indietro; considerando il terzo settore come cardine dell’economia ci porterà da portatori di bicchieri d'acqua a configurarci, come costruttori di ponti. Il 14 settembre del 2012 lo ebbi a dire in un incontro svolto con Cgil Lazio, Fondazione di Liegro, Caritas Roma, Arci Lazio, Sant'Egidio; si delineò presto la volontà politico-istituzionale delle Acli del Lazio ossia voce forte per ergersi a strumento di pressione verso le Autorità competenti. La costruzione della rete istituzionale, tra associazioni del terzo settore e sindacati, sul piano esterno era l'impellenza per evitare l'irrilevanza, in un messaggio e in una presenza imprescindibile; tornare nelle piazze e far levare in termini propositivi, l'indignazione, per un popolo invisibile senza voce.

    Fin dall’inizio del mandato abbiamo affermato: un sistema interno nella fermezza della fedeltà delle ACLI e nella reciprocità dei ruoli tra Regionale e Provinciale, formare una classe dirigente e dare un futuro alle Acli del Lazio, rilanciare la comunicazione interna ed esterna e proseguire la logica di sinergia con il livello nazionale e le istituzioni certamente dell’intero territorio regionale rispetto la propria competenza Sul fronte interno e' stata avviata, valorizzando il personale tecnico delle Acli reg.li, una fase di riorganizzazione organica. Attraverso la presenza quotidiana in ufficio, abbiamo insieme ad un gruppo di giovani, cercato di instaurare un rapporto di reciproca fiducia e collaborazione con tutti dando spazio a deleghe aderenti alle emergenze attuali di un regionale. Oggi, dopo due anni di lavoro, possiamo dire con molta sobrietà di aver gradualmente coinvolto persone sia nel Consiglio che in Presidenza, che fossero espressione di un segnale di rinnovamento partito comunque già dalle provincie e avendo come caposaldo forte senso associativo, senza trascurare le competenze specifiche. Considero importante porre in evidenza, come già fatto negli organi, che il ruolo regionale è sempre stato e dovrà essere quello della sintesi e del coordinamento politico in maniera tale da nel mettere le provincie nella condizione di assolvere meglio il loro compito interno.

    In questi due anni si è cercato e trovato con il livello istituzionale in un dialogo leale e propositivo partendo da un baluardo da SEMPRE IMPRESCINDIBILE che è quello dell’autonomia delle Acli. Già dal settembre scorso si è proseguito il rapporto di sinergica collaborazione con la Conferenza episcopale Laziale dando altresì in particolare un contributo alla preparazione la settimana sociale dei cattolici di Torino. Lo sguardo sempre rivolto alle iniziative locali (la Festa del Mare di latina, i corsi e le tavole rotonde sull'assistenza badanti a Rieti, il doposcuola a Frosinone, la festa della trebbiatura e dei trattori d'epoca del circolo Corona di Anagni , le giornate ecologiche di Viterbo e la scuola della politica delle Acli di Roma), dando risalto del tutto attraverso i social network dove le ACLI del Lazio sono costantemente presenti. Dando seguito a quanto espresso al livello nazionale si è dato uno sguardo attento ed una sensibilità comune ai poveri anche attraverso una rete con Ceis, Unitalsi e BancoFarmaceutico. Da alcuni mesi, nell'ottica della comunicazione, avvalendoci di ragazzi, abbiamo creato, senza alcun sacrificio di carattere economico, una nostra newsletter, che vuole essere la voce del territorio; pezzi da leggere, sguardo sulla regione, elaborazione di pensiero, voce delle Associazioni specifiche, bandi, leggi e tutto quello che può essere d'ausilio al territorio. Due anni intensi, di consolidamento e di definizione dei presupposti di crescita, soprattutto delle persone, con un grosso senso di appartenenza, nella chiarezza, nella trasparenza, nella valorizzazione e nel rispetto di tutti sempre, sempre, sempre nell'AUTONOMIA E NEL PLURALISMO.

    Di Umberto Soldatelli, Presidente Reg.le ACLI del Lazio

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