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  • Costituitosi il gruppo di lavoro delle Acli del Lazio per la progettazione sociale


     In un caldo venerdì di luglio ho partecipato ad un importante corso di formazione destinato ai giovani delle Acli provenienti da tutte le province del Lazio. In particolare mi è stato chiesto, dalla Presidenza Regionale delle Acli, di affrontare il tema della progettazione sociale e dello sviluppo associativo.

    Per qualsiasi associazione capire dove si vuole andare e come è, in questo momento storico, un percorso che non esito a definire vitale per il futuro stesso dell'associazione. Questo nostro tempo ha poche certezze, tranne la scarsità delle risorse pubbliche in ogni settore, e ci chiede di valorizzare al massimo i processi di lavoro, di renderli efficienti e di misurare come possibile i risultati che dichiariamo di voler raggiungere.
     
    Ho iniziato il mio intervento ponendo alcune domande chiave: qual è il contesto in cui progettiamo? Quali sono i nostri valori di riferimento? Quali sono le nostre competenze? Quali esperienze abbiamo vissuto così intensamente tali da poter dire che abbiamo approfondito un determinato aspetto? Il nostro fare deve essere guidato da una massima di don Giussani che affermava : "chiaro lo scopo, chiaro l'agire ".
     
    E' molto importante mettere a fuoco il nostro scopo, condividerlo con il gruppo di lavoro, definirlo in modo che sia davvero compreso da tutti. E' importante chiarirsi che cos'è lo scopo e quali sono gli "strumenti" che si vogliono raggiungere e non confondere, cosa che avviene spesso, l'uno con l'altro. Per esempio tra i temi più urgenti, di cui se ne avverte la tutta la tensione e la complessità nel dibattito corrente, c'è senza dubbio il nodo del modello di famiglia, quale modello di famiglia è opportuno che noi sosteniamo e soprattutto per quali motivi. Costruire un progetto su questo tema, come su altri, significa avere chiare le idee di partenza sulla dimensione antropologica che noi riteniamo fondativa per i nostri rapporti, le nostre relazioni e le nostre proposte. I riferimenti per eccellenza sono costituiti dalle encicliche e dalle esortazioni papali, documenti preziosi che approfondiscono tutti gli aspetti del vivere quotidiano.
     
    La progettazione sociale richiede, inoltre, un dialogo costante con le istituzioni pubbliche. Conoscere i luoghi istituzionali dove si dibattono e decidono i temi oggetto del nostro intervento di progettazione è davvero importante. Questo ci consente di essere non solo beneficiari di possibili risorse pubbliche messe a bando ma di essere co-protagonisti nella lettura del territorio consegnando i dati, gli indici e gli indicatori che registriamo in un determinato territorio. Si tratta come dicevo di un dialogo e non di un monologo.  
     
    Per ultimo ho presentato la figura del "progettista", professionisti qualificati necessari, ma non sufficienti, per rispondere in modo congruente e pertinente ai bandi che gli enti pubblici e privati promuovono sul territorio.
     
    L'attuale Presidenza Regionale vuole comunque investire molto su un "gruppo progettazione" che possa dare vita ad una cultura, o meglio ad una vision condivisa, su cosa vogliamo progettare e sugli obiettivi da perseguire. Invitiamo pertanto chiunque abbia voglia di mettersi in gioco a battere un colpo, noi ci siamo!
     
     
     (Luigi Pietroluongo, Responsabile Progettazione Sociale ACLI Lazio)
     
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