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Home | Stampa | Editoriali e Comunicati Stampa | Presentato l’appello del Forum Terzo Settore per sostenere il welfare  
  • Presentato l’appello del Forum Terzo Settore per sostenere il welfare


     
    Il Forum del Terzo Settore Lazio ha presentato alla stampa l'appello per
    sostenere il welfare nella discussione in corso in parlamento sulla legge
    di stabilità. Presenti alla conferenza stampa presso Binario 95,
    associazione che lavora con i senza fissa dimora, anche amministratori
    pubblici, responsabili di associazioni e cooperative, cittadini.

    “Chiediamo - ha detto Gianni Palumbo del Coordinamento Nazionale del Forum
    TS - investimenti da Nord a sud, livelli essenziali delle prestazioni, far
    crescere il lavoro sociale, partecipare alla programmazione del welfare
    locale e trasparenza. Oggi abbiamo stilato dieci punti irrinunciabili da
    sottoporre al presidente della regione Lazio Zingaretti ed al Commissario
    Tronca, e tra questi la predisposizione dei relativi piani sociali e del
    Piano infanzia, compresa l'opportunità di far votare i bambini e ragazzi e
    di garantire il proseguimento dell'anno scolastico ai 3500 ragazzi disabili
    a rischio di esclusione per mancanza di fondi.”

    Stefano Tassinari, Stefano Tassinari, vice presidente ACLI, coordinatore
    consulta welfare del forum terzo settore.
    Occorre programmare per ridurre gli sprechi?
    “Se incentiviamo di più una rete di servizi sociali facendo una
    programmazione, il welfare sociale fa risparmiare. Porto l’esempio di una
    ASL di Torino che, sulla lungodegenza degli anziani, ha scelto una maniera
    nuova per ridurre i costi della sanità, cioè pagare direttamente la colf
    agli anziani che avrebbero dovuto stare in ospedale, con una riduzione dei
    costi e posti liberi in corsia. Quindi in generale se si lavora con
    obiettivi di inclusione e se il sociale esce dall’idea di emergenza,
    cominceremo ad avere risultati. Pensiamo al discorso del Forum del Lazio
    sull’alimentazione, un conto è programmare la politica della salute con la
    Sanità, un conto è pensare che la politica della salute sia solo Sanità,
    strutture ed ospedali. Quello che serve è fare una rete domiciliare, una
    politica dell’alimentazione, ginnastica a scuola, riduco l’impatto sugli
    ospedali. Questa diventa una politica di benessere e di qualità della
    vita.”

    On.Ileana Piazzoni, Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati
    Vecchie e nuove povertà in che cosa l’Italia è forte nella risposta e dove
    siamo indietro rispetto ai paesi europei?
    “Lo Stato italiano su vecchie e nuove povertà è assolutamente debole,
    l’unica cosa positiva è che abbiamo iniziato con questa legge di stabilità
    a mettere un piano contro la povertà che comincia ad andare nella giusta
    direzione, ossia quella di sostegno al reddito, che parta da chi perde il
    lavoro con indennità di disoccupazione, il SIA sostegno di inclusione
    attiva, parametri che ci avvicinano al modello europeo ma siamo ancora
    molto lontani.
    Anche i nuovi parametri ISEE sono molto importanti per fotografare la
    realtà effettiva del reddito disponibile delle persone e insieme a questo
    c’è bisogno di una visione complessiva del welfare, fatta di politiche
    sociali ma anche di qualità della Pubblica Amministrazione.
    Si sta pensando anche ad incentivare sistemi di aiuto e sostegno per le
    donne, lasciate sole nella cura di anziani e bambini?
    Il tema è strettamente legato e ad oggi parliamo di welfare familistico,
    cioè l’aiuto lo trovi nella famiglia e quasi sempre nelle donne, ed è
    ancora in larga parte così. Per cambiare questo stato di cose la famiglia
    viene aiutata ma non è più l’elemento del welfare, perché è la Pubblica
    amministrazione che deve aiutare le persone, quindi con servizi al di fuori
    della famiglia. E questo è il cambiamento del modello in senso europeo che
    stiamo provando ad iniziare a fare.

    Intanto il sostegno all’appello del Forum Terzo Settore registra già le
    prime adesioni da chi era presente in sala.

    Emiliano Monteverde, Assessore alle Politiche Sociali del Primo Municipio
    di Roma
    “L'adesione approvata dalla Giunta Municipale del 28 Ottobre e il sostegno
    del Municipio alla campagna e ai 10 punti di discussione proposti dal
    Forum. Per noi sono una base importante di confronto tra Istituzioni,
    Governo e Terzo Settore, perché le politiche sociali sono politiche di
    sciluppo e non meri interventi riparatori. A Roma occorre ridisegnare
    autonomie, attribuzioni di risorse e competenze anche nell’amtio dei
    servizi sociali.”

    Gianni Petiti, coop.sociale Europe Consulting onlus
    Voi date ospitalità a chi non ha fissa dimora restituendo dignità alle
    persone.
    “Qui vicino alla stazione Termini è nato il nostro centro a supporto
    dell’help center, per offrire alle persone senza dimora uno spazio
    alternativo alla stazione. Noi offriamo accoglienza diurna e notturna, e
    chi è qui di giorno svolge attività di segretariato sociale, igiene
    personale, laboratori creativi o di inserimento lavorativo, chi è qui di
    notte è appoggiato nello stesso percorso inclusivo. Chi fosse interessato
    può rivolgersi alla sala operativa del Comune di Roma o venire qui e
    richiedere un colloquio con i nostri operativo per capire quale è il
    percorso di accoglienza migliore per la persona che si rivolge a noi.”

    Eugenio De Crescenzo, vice pres. AGCI Lazio
    Come è possibile che in Italia ci siano sette modi diversi di rilevare le
    situazioni di fragilità?
    “Perché siamo creativi. In Italia abbiamo sette welfare diversi e, se da un
    lato siamo creativi, dall’altro facciamo le stesse cose in maniera diversa,
    all’interno della mancanza delle norme e del rispetto delle regole. Noi di
    AGCI siamo nel filone del terzo settore che costruisce tutti i giorni con
    proposte, analisi e rilevazioni. Dobbiamo cambiare atteggiamento, quindi,
    sia come cittadini sia come amministratori, e noi siamo per la costruzione
    della comunità e, come struttura della cooperazione, pensiamo che lavorare
    insieme sia più bello che lavorare da soli. Per cui la condivisione della
    soddisfazione del lavoro aiuta la vita anche se è uno sforzo, ma permette
    all’impresa solidità e uno sguardo sul futuro.”

    Alessandra Bonifazi, pres.ACLI Lazio
    La povertà è stabile, ma che fare di fronte alle nuove povertà?
    “Il futuro è sociale vuol dire anche valorizzare quanto il terzo settore
    sta facendo sul territorio senza abbandonare le famiglie che vivono
    situazioni di grande disagio economico e psicologico, per questo
    partecipiamo a costruire una rete insieme alle istituzioni in modo da dare
    risposte incisive ed efficienti. Oggi facciamo i conti anche con povertà
    latenti, di chi si trova in una situazione di indigenza e si vergogna, e
    dobbiamo tenerne conto e dare risposte concrete.”

    La parola d’ordine diventa allora Programmazione, per evitare di vivere in
    perenne emergenza e ripartire da un’idea di riforma che c’era con la 328
    con una programmazione nazionale con risorse certe.

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