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Home | Stampa | Editoriali e Comunicati Stampa | COMUNICATO STAMPA: Domenica 20 l’apertura della prima Porta sociale: Rebibbia si apre per liberare un detenuto  
  • COMUNICATO STAMPA: Domenica 20 l’apertura della prima Porta sociale: Rebibbia si apre per liberare un detenuto

     "Le ore libere"

    Banco Pid nel mercato di Via San Teodoro, 14 (Roma)



    
    Programma sintetico dell'evento la Porta sociale Pid onlus 
    Liberiamo il sig Francesco e chiudiamo la porta di Rebibbia, casa di
    Reclusione di Roma, alle sue spalle. Accompagniamo Francesco durante la sua
    giornata di libero volontario, di lavoro produttivo. Il detenuto liberato
    comincia la sua giornata come venditore al banco del Pid nel mercato San
    Teodoro (Coldiretti). Il banco Pid è specializzato nella rivendita di
    prodotti da forno realizzati da rifugiati politici coadiuvati da detenuti. 
    Chiudiamo la porta del carcere e apriamo la porta del mondo libero. 
    Osserviamo il rito di passaggio dalla condizione di detenzione alla libertà
    consapevole. Il rito di passaggio da uno stato socio/culturale ad un altro,
    la ricostruzione del legame tra individuo e il suo nuovo gruppo sociale
    (società civile).
    
    I promotori
    Quarantadue associazioni impegnate nel programma Giubileo per i Romani,
    mondi e realtà diverse che si sono riunite per far sì che questo Anno della
    Misericordia lasci un segno permanente in una città che ha molte risorse
    umane e sociali, ma anche tante fragilità e bisogni sempre nuovi. Si tratta
    di organismi che concretamente, giorno dopo giorno, “stanno sul pezzo”,
    provano a dare risposta alle necessità, e spesso alle urgenze che affiorano
    nella città, nelle periferie, promuovendo comunità e qualità del vivere. 
    Sono stati individuati numerosi “presìdi”, sparsi per la città, almeno 2
    per Municipio, ognuno dei quali offrirà sostegno e servizi a detenuti,
    donne in difficoltà, migranti, anziani, giovani a rischio, malati
    terminali, persone affette da patologie psichiche e a tutti coloro che ne
    hanno bisogno. «Ogni presidio è un luogo di ascolto del territorio, per chi
    in quel territorio trova soddisfazione, per chi ci soffre, per chi vi è
    nato e per chi vi è arrivato» ha spiegato Eugenio De Crescenzo (AGCI,
    Associazione generale Cooperative Italiane).
    Il coordinamento a luglio ha pubblicato il manifesto “Ci prendiamo cura
    della nostra città”, per ribadire il proprio impegno e per invitare tutti i
    cittadini ad abbandonare atteggiamenti difensivi, subalterni e di
    rassegnazione: è infatti il tempo di ricostruire – dopo gli anni
    dell’abbandono della città e della corruzione mafiosa – un tessuto
    partecipativo e una nuova immagine della Capitale d’Italia. «Assumersi
    ognuno le proprie responsabilità per promuovere il risanamento etico-morale
    della città, ma anche e soprattutto un nuovo processo di sviluppo», ha
    dichiarato Pino Galeota (associazione Corvialedomani).
    
    La prima Porta sociale ad aprirsi sarà quella del carcere, con il
    contributo organizzativo della Cooperativa PID onlus che si occupa da lungo
    tempo di segretariato sociale, reinserimento detenuti e formazione
    volontariato. 
    
    Nota 
    #leorelibere, messaggio fin troppo chiaro per tutta l'umanità,
    leorelibere.it è la nuova rivista digitale disponibile in rete da gennaio
    2016
    
    
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