Le ACLI del Lazio hanno partecipato oggi alla mobilitazione per l’ecogiustizia nella Valle del Sacco, uno dei territori simbolo della crisi ambientale italiana, nell’ambito della campagna nazionale “Ecogiustizia subito. In nome del popolo inquinato”, giunta alla sua seconda edizione.
La giornata, che ha visto momenti di partecipazione e confronto tra cittadine, cittadini, associazioni e realtà del territorio, si è articolata tra il flashmob ad Anagni e l’assemblea pubblica a Colleferro . Un’iniziativa importante per riportare al centro dell’attenzione pubblica una delle aree più colpite dall’inquinamento industriale e dai ritardi nei processi di bonifica.
A rappresentare le ACLI del Lazio era presente il Presidente regionale Valerio Vasale, che ha preso parte alla mobilitazione portando un messaggio chiaro, sintetizzato nel cartello esposto durante l’iniziativa: “casa, lavoro, vita e diritti”. Parole che richiamano con forza la necessità di garantire condizioni di vita dignitose e giuste per le comunità che vivono nei territori contaminati.
Ecogiustizia e partecipazione
La mobilitazione si inserisce nel quadro più ampio del Patto di comunità per l’ecogiustizia, che punta a rafforzare la coesione territoriale e a promuovere un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità ambientale, la giustizia sociale e la partecipazione attiva.
Le associazioni promotrici chiedono con forza:
- l’accelerazione delle bonifiche e il rispetto dei tempi previsti;
- una riconversione industriale orientata alla green economy;
- la tutela della salute pubblica e dei diritti delle comunità locali;
- il coinvolgimento attivo di cittadini e territori nei processi decisionali.
L’impegno delle ACLI
Le ACLI del Lazio ribadiscono il proprio impegno al fianco delle comunità locali, per costruire percorsi concreti di cambiamento che mettano al centro la persona, il lavoro dignitoso, la tutela dell’ambiente e i diritti sociali.
“Ecogiustizia subito” non è solo uno slogan, ma una richiesta urgente che nasce dai territori e che interpella istituzioni, imprese e società civile.
Perché non può esserci futuro senza giustizia ambientale. E non può esserci giustizia ambientale senza giustizia sociale.

